Scrittura chiara. Linguaggio chiaro.

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Scrittura chiara. Linguaggio chiaro.

Vi siete mai chiesti se il testo che avete progettato è chiaro? Non per voi, ma per chi lo dovrà leggere.

Cos’è un testo chiaro? Intanto, non è solo un testo ben scritto. Deve contenere tutti gli elementi che servono a capire subito cosa sto raccontando, senza costringere il lettore a rileggere; deve avere una chiara gerarchia dei contenuti: quale informazione devo scrivere prima perchè il mio utente possa fare un azione? E quale scrivo di seguito?

Luisa Carrada descrive il concetto di gerarchia così.

Qualche anno fa le due autrici del sito E-write pubblicarono un articolo che si intitolava Il morso, lo spuntino e il pasto. La metafora mangereccia era per dirci che un testo in rete deve sfamare diversi appetiti: per chi vuole sapere solo la notizia c’è il morso, cioè il titolo. Per chi vuole sapere qualcosa di più, ma alla svelta, c’è l’abstract. Per chi vuole sapere tutto, c’è il testo intero. E infine, per chi vuole un piatto ben condito ci sono le spezie, cioè i link per approfondire e andare oltre. [È importante] organizzare bene i contenuti lungo tanti piani o strati che si espandono in larghezza o scendono in profondità. Da un testo brevissimo, ma informativo e autonomo, a testi più ricchi e profondi (Luisa Carrada, Testi che esplodono, e si ricompongono).

Per chi ha studiato semiotica è un concetto ben chiaro. È il punto di partenza di un messaggio comunicativo.

Come si costruisce un testo chiaro

Ne parlo dopo uno scambio con una cliente che ha ricevuto un testo tecnico da parte di un collaboratore. Un testo lungo, dettagliato, ricco di termini e di acronimi. Perfettamente ben scritto. Il classico testo per addetti ai lavori, persone che condividono quel linguaggio e quel TOV. Ma quasi completamente incomprensibile e poco interessante per il pubblico che dovrà leggerlo.

“Basta aggiustarlo, sempificare e poi può andare bene”.

Non è esattamente così. Pensate a quando cucinate e avete tra i commensali una persona intollerante al lattosio. Non basterà aggiustare le vostre lasagne togliendo uno strato di pasta. Dovrete cucinare una porzione a parte, eliminando gli ingredienti che sono dannosi.

Per un testo scritto in gergo tecnico, il metodo è lo stesso.

  • Capire chi dovrà leggere il nuovo testo
  • Estrarre dal testo originale le informazioni che servono a raccontare il concetto che avete selezionato
  • Riguardare il dizionario di brand e le parole che avete scelto per parlare con il vostro pubblico
  • Riscrivere il testo

Le parole sono conversazione

I testi non sono qualcosa di accessorio: pensate a tutte le istruzioni che servono agli utenti per fare anche l’azione più semplice, cambiare password, oppure montare un mobile Ikea.

I testi sono l’inizio di una conversazione, quella che vogliamo iniziare con le persone a cui stiamo offrendo una soluzione per il loro Job To Be Done. Siamo responsabili della comunicazione che progettiamo: chiara e comprensibile, sempre. E, soprattutto, del linguaggio che usiamo.

Se non è così, la comunicazione (e di conseguenza gli obiettivi, qualunque essi siano) cadrà nel vuoto e sarà inutile.

Link di approfondimento

https://blog.mestierediscrivere.com/

https://www.lucarosati.it/blog/content-strategy

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