Chi sono
Copywriter: le idee parlano con le parole.
Le parole sono come un abito. Le indossiamo perché ci rappresentano: raccontano i nostri pensieri, le cose in cui crediamo, le nostre scelte. Ci definiscono, sono il modo in cui siamo nel mondo.
Ecco, ho sempre pensato che per scegliere le mie parole, avrei dovuto frequentarle, conoscerne il più possibile, farmele amiche e, soprattutto, scoprire quelle degli altri.
Sono stata fortunata: le prime le ho trovate nelle pile di libri ereditate da uno zio che le parole le stampava di mestiere.
E poi sono finite a popolare decine di taccuini, pagine sparse, foglietti, quaderni di scuola.
Fino a quando non ho capito che forse quel bagaglio di parole poteva essere utile a qualcuno, oltre che a me stessa.
All’inizio erano in almeno tre lingue straniere diverse, servivano a mettere in comunicazione il brand con il resto del mondo. Per alcuni anni ho traghettato lo stile e il design italiano dall’italiano e viceversa.
E poi sono diventate articoli per quotidiani, riviste, house organ, comunicati stampa, brochure, cartoline, testi per siti web e per tutto ciò che poteva ospitarle.
Le ho scritte per chi non aveva le proprie, ma aveva una storia da raccontare oppure non era certo che le sue fossero quelle giuste.
E sono arrivata fino a qui.
Cosa trovi in questo spazio: alcuni esempi del mio lavoro, un blog in cui scrivo consigli ma anche cose curiose, libri che ho letto o argomenti che ho approfondito e che mi sembrano utili o interessanti per tutti, un’idea precisa di come lavoro e di cosa puoi aspettarti da me.
Come lavoro. Il metodo dei 5 passi.
1.Come ha comunicato il brand fino ad ora?
Ogni azienda ha comunicato i propri prodotti, i valori di brand, da quando è nata. Questa prima fase serve ad analizzare oggettivamente le attività di comunicazione fatte, a capire la direzione tenuta fino ad ora, a chi ha parlato, come e dove.
2.Cosa teniamo e cosa lasciamo?
L’azienda è la sua storia. Le azioni di comunicazione passate non corrispondono necessariamente a cosa serve adesso o in futuro. In questa fase si analizza il qui e ora: si tiene ciò che è ancora coerente con la visione aziendale e si lascia il resto.
3.Dove vogliamo andare per essere differenti?
Un’azienda vive e si evolve ciclicamente. Non sempre le idee e la direzione sono chiare. Questo step serve a capire dove vogliamo andare e a chi vogliamo parlare.
4.Cosa fanno e cosa vogliono le persone?
E per capirlo è necessario sapere chi sono le persone a cui interessa il nostro prodotto, cosa pensano, quali sono le loro emozioni, di cosa hanno bisogno, qual è il loro Job to be done. Questo è il momento di Copylitics.
5.Quali sono le parole del brand?
Ed è solo in questa fase che si definiscono gli archetipi di riferimento, si costruisce il linguaggio, il manuale del Tono di Voce, il dizionario di brand. Quì la penna diventa protagonista.
Facciamo due chiacchiere?
Le parole servono anche qui: per capire come lavoro e cosa posso fare insieme a te, per avere tutti i passaggi chiari e per fare tutte le domande che ti servono per scegliermi.
Collaboro con:
Valeria Servello, communication designer e brand strategist. Fondatrice di Studio Layout®.
Simona Ferraro, responsabile di Smart Siti Web Ferrara, web agency specializzata in soluzioni digitali.
