shadow

Ho 10  minuti. E devo scrivere. Ho 10 minuti e la pagina bianca di Word aperta…mi guarda….vuota.

Ecco, questo è più o meno quello che capita almeno una volta alla settimana a chi scrive per professione. Molti definiscono questa tipologia di scrittura “a comando”.

In effetti la differenza tra lo scrittore di narrativa, quello che scrive libri per intenderci, e chi scrive come “ghost writer”, colui che non compare mai in prima persona, è proprio questa.

La linea narrativa non è mail libera. E’ all’interno dei paletti definiti dal media (carta, online) e dagli scopi (scrivi per raccontare, per vendere, per comunicare?).

Il processo di immedesimazione tra chi scrive in questo modo e il committente (colui che ci ha chiesto aiuto) deve essere molto rapido.

E’ necessario stabilire subito questa connessione e cominciare a pensare come il nostro cliente, perché chi legge non deve percepire questa distanza.

Non è facile. Il processo di scrittura non è automatico e non è lineare.

Ecco perché si parla di blocco dello scrittore.

E quando succede è perfettamente inutile insistere. Creare un buon testo, efficace, emozionante e convincente richiede impegno, mente lucida e creatività.

Negli anni ho trovato un mio modo. Uso la tecnica del clustering. Scrivo in un foglio la parola da cui devo partire e poi, attorno, annoto le altre parole che possono essere legate direttamente o indirettamente. Alla fine, sistemo tutto in insiemi coerenti e poi…..dopo una bella tazza di thè verde ….mi rimetto davanti al foglio bianco, aspetto qualche secondo e la scrittura fluisce.

Provare per credere!

“La cosa migliore è sempre fermarsi quando stai andando bene e quando ancora sai che cosa succederà dopo. Se lo fai tutti i giorni quando stai scrivendo un romanzo non ti sarai mai arenato. Questa è la cosa più preziosa che posso dirti, per cui cerca di ricordartela.”

– Ernest Hemingway –

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Author

alessandra

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