Questione di metodo

Questione di metodo

In questi mesi sto leggendo ad intermittenza: romanzi che ho nella mia reading list, manuali, testi tecnici, biografie. Negli anni il mio approccio alla lettura è cambiato, è diventato intermittente ma più attento. Sto scoprendo la discontinuità paziente e leggera che mi consente di passare nella stessa giornata da un testo di Piero Dorfles che racconta del mestiere del lettore, ad un romanzo di John Williams ad un testo che parla di progettazione della parola.

Prendo a prestito una frase di Fabrizio Caramagna: “Leggere un libro non è uscire dal mondo, ma entrare nel mondo attraverso un altro ingresso.” (ringrazio Giovanni Lucarelli per avermela suggerita)

Le parole che leggo entrano a far parte del mio flusso creativo quotidiano, sono spunti che uso per migliorare il mio lavoro ma anche per avere nuovi strumenti, nutrono la mia creatività.

E così è successo anche con Da Cosa nasce cosa, un libro che Bruno Munari ha dedicato al mestiere del progettista.

Progettare i testi

Bruno Munari scriveva che la creatività non è improvvisazione senza metodo; distingueva il progettista professionista che ha un metodo grazie al quale svolge il lavoro in modo accurato ma senza perdite di tempo e il progettista che ha un’idea “geniale” e “cerca di costringere la tecnica a realizzare qualcosa di estremamente difficoltoso, costoso e poco pratico ma bello”.

È una visione che può essere applicata anche a chi scrive testi.

Obiettivo, funzionalità, utilità: a cosa serve un testo, perché lo scrivo, cosa scrivo e per chi, come lo scrivo, dove sarà pubblicato. Dietro alla produzione di un testo scritto ci sono tutte queste domande e sono quelle che un copywriter si fa prima ancora di prendere la penna in mano. Fanno parte del suo mestiere e sono il valore per cui pagate un professionista che scriverà per voi.

Esercizi creativi

La creatività abita dentro ai confini del metodo, li esplora, li rispetta, li esalta. Ma deve essere lasciata libera. Mi aiuterò con un esempio.

C’è un esercizio che propongo sempre durante i miei corsi: scegli un argomento, scrivilo al centro di un foglio e poi scrivi attorno tutte le parole che ti vengono in mente, anche quelle che non ti sembrano coerenti, fino a quando non ne avrai più.

Quasi nessuno riesce a riempire il foglio e le parole fanno parte di una comfort zone consolidata che esprime la visione da dentro verso fuori e mai da fuori verso dentro o, ancora meglio dall’alto, come un drone che poi gradualmente si abbassa per cogliere i dettagli.

Perché lo uso e a cosa serve?

  • A capire che scrivere è un mestiere difficile perché sposa il metodo e la creatività
  • A vedere anche gli altri lati del cubo perché è lì che trovate gli spunti creativi utili
  • Ad assorbire un metodo da applicare ogni giorno
  • A nutrire la creatività che vi spinge verso il vostro target

Se questo post vi è piaciuto e volete approfondire, contattatemi qui!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back To Top
a

Display your work in a bold & confident manner. Sometimes it’s easy for your creativity to stand out from the crowd.

Social