Dove trovare le storie per imparare a raccontare la tua
Come si trova una storia? Una volta una persona mi disse che sono le storie a trovarci perché sono ovunque. E ognuno di noi ha un posto speciale per lasciarsi trovare. Il mio è la libreria. Dovunque io vada, è lei che mi trova anche se non la sto cercando. E sono sempre delle scoperte meravigliose; trovo sempre dei bravissimi librai e libraie, persone che hanno la fortuna di vivere immerse nelle storie che altri hanno scritto e che ora sono sugli scaffali pronte per entrare nella nostra vista.
Quando entro non cerco mai qualcosa di particolare. Mi lascio guidare dalle parole, dai colori, dalle immagini e dal profumo della carta.
Non è solo un momento di piacere e di approfondimento personale, ma anche un allenamento alla curiosità, alla ricerca, alla capacità di riconoscere e ricevere gli spunti che arrivano da un contesto.
Come applicare i micro-momenti alla tua strategia
Se ci pensi, è quello che fai anche tu quando scorri un social: non stai necessariamente cercando qualcosa, ma ti fermi sul contenuto che ti colpisce: per una parola del titolo, un’immagine, un colore.
Il meccanismo è il medesimo e ha gli stessi effetti: la risonanza, il riconoscersi, il restare, l’acquisto. Questi sono i micro-momenti che Google ha definito in un articolo del 2015.
- Momenti “I-want-to-know” (Voglio sapere): L’utente cerca informazioni o vuole approfondire un argomento.
- Momenti “I-want-to-go” (Voglio andare): L’utente cerca un luogo o un’attività fisica nelle vicinanze (es. “ristorante aperto ora”).
- Momenti “I-want-to-do” (Voglio fare): L’utente ha bisogno di una guida pratica o di istruzioni (es. un tutorial fai-da-te).
- Momenti “I-want-to-buy” (Voglio comprare): L’utente è pronto all’acquisto e cerca il modo o il posto giusto per farlo
Per me la libreria è sempre un Voglio Sapere che poi si trasforma in Voglio Comprare. Risponde ad un mio bisogno: coltivare la creatività che mi serve per scrivere testi in settori così tanto diversi tra loro, passando dal food alle Telco e tanto altro ancora.
Lì trovo le storie che mi servono per ampliare la mia conoscenza, le parole che ancora non conosco, i punti di vista, il modo in cui raccontare.
Linguaggi tecnici ben precisi, TOV individuali e unici perché ogni azienda lo è, percepiti come tali e da calibrare disegnando ogni singola parola e frase. E un punto di partenza comune: l’idea.
Il lavoro di un copywriter è questo.
“Non esistono un Magazzino delle Idee, un Supermercato delle storie. Le buone trovate nascono quasi letteralmente dal nulla. Il vostro compito non è mettervi a caccia di certe illuminazioni, ma saperle riconoscere quando si presentano”. Stephen King.
Ph Credits Xavi Cabrera on Unsplash


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